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Xiaomi pubblica dei risultati finanziari ottimi per il Q1 2019

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Xiaomi si sta dimostrando essere un’azienda che non solo fa dei progetti a lungo termini sacrificando un po’ i profitti a breve termine ma anche un’azienda in grado di crescere e far felice i propri azionisti. A questo proposito, vi segnaliamo che sono online i suoi risultati finanziari legati al primo trimestre del 2019.

A spiccare su tutto sono i ricavi pari a 43,8 miliardi di yuan (6,33 miliardi di dollari), in aumento del 27,2% rispetto allo stesso periodo del 2018. Un numero impressionante proveniente soprattutto dall’abbinata smartphone e prodotti AIoT. Ma gli azionisti sono stati ancora più felici di notare che il profitto è stato di 3,2 miliardi di yuan (462,72 milioni di dollari).

Volendo sintetizzare i risultati finanziari ottenuti da Xiaomi nel primo trimestre dell’anno troviamo che:

  • Ricavi: 6,33 miliardi di dollari, +27,2% su base annua
  • Profitto: 462,72 milioni di dollari
  • Utile netto rettificato: 303,68 milioni di dollari, +22,4% su base annua
  • Utenti mensili attivi MIUI: 260,9 milioni, +37,3% rispetto allo scorso anno
  • Dispositivi IoT connessi (esclusi smartphone e PC): 171 milioni, +70% su base annua
  • Utenti mensili attivi assistente AI: 45,5 milioni, +247,2% su base annua

Gli smartphone totali che sono stati venduti nel primo trimestre del 2019 sono ben 27,9 milioni, con ricavi provenienti da questo settori pari a 3,9 miliardi di dollari, +16,2% rispetto al 2018.

I ricavi del settore IoT invece sono stati pari a 12 miliardi di yuan (1,74 miliardi di dollari), in crescita del 56,5% rispetto al primo trimestre del 2018.

La più ampia crescita sul mercato tuttavia è avvenuta nel settore delle Mi TV, con vendite nella sola Cina di 2,6 milioni di unità (+99,8% rispetto al 2018).

A dare la spinta decisiva nel mercato degli smartphone ci ha pensato il mercato indiano, dove Xiaomi continua a dominare e ad accrescere la propria presenza. I ricavi generati dai mercati internazionali infatti sono cresciuti del 34,7%, arrivando fino a 2,43 miliardi di dollari).

Lorenzo Spada

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