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Xiaomi riporta $2 miliardi di profitto nel primo report post IPO

Xiaomi Mi Store

Xiaomi ha di recente pubblicato il primo report relativamente al suo andamento finanziario in seguito all’IPO. Ebbene, nonostante la sfiducia iniziale di alcuni investitoti, il colosso cinese ha avuto un roseo profitto di 2 miliardi di dollari.

Scendendo nel dettaglio di quanto è presente nel report, apprendiamo che i guadagni ammontano a 14,6 miliardi di yuan (2,1 miliardi di dollari) nei tre mesi fino al 30 giugno, superando le stime del settore. I ricavi sono cresciuti del 68% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno raggiungendo i 45,2 miliardi di yuan (6,6 miliardi di dollari).

Il titolo Xiaomi ha chiuso con un +1,6% a Hong Kong mercoledì, prima del rapporto sugli utili. La società è stata quotata ad Hong Kong a luglio dopo aver raccolto 4,7 miliardi di dollari nella più grande IPO tecnologica del mondo dalla quotazione di Alibaba a New York nel 2014.

Come detto in precedenza, i guadagni positivi arrivano nonostante i dubbi sul modello di business a lungo termine dell’azienda. Xiaomi sta cercando di posizionarsi come una compagnia internet, affermando che è più di un semplice produttore di hardware a causa dei servizi che offre con i suoi dispositivi, come le app di streaming di musica e video.

In pratica, Xiaomi sta cercando di convincere gli investitori che si tratta di un’azienda più come Google e non come Samsung o Apple che basano la maggior parte dei loro guadagni sul’hardware.

Tuttavia, i ricavi dai servizi internet sono cresciuti a un ritmo più lento rispetto alle entrate generali nel trimestre, e a 4 miliardi di yuan (584 milioni di dollari) hanno rappresentato circa il 9% del totale. Apple, a confronto, ha registrato un fatturato di software e servizi di 9,55 miliardi di dollari lo scorso trimestre, circa il 20% delle sue entrate totali (grazie alle enormi commissioni su ogni acquisto dall’App Store).

Per Xiaomi le cose sembrano andare benissimo, ancor più da quando l’interesse di molti si è destato in seguito alla presentazione del Poco F1, il primo flagship killer dell’azienda.

Lorenzo Spada

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