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Xiaomi, le vendite di smartphone hanno avuto un +88% nel Q1

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I numeri che registra Xiaomi di trimestre in trimestre sono sempre migliori, a tutto vantaggio della quotazione in borsa. Stando al quanto dichiarato da Xiaomi stessa, nel primo trimestre del 2018 le vendite di smartphone è salita del +88% rispetto a quanto fatto nel primo trimestre dello scorso anno.

Gli ultimi numeri, rilasciati come parte della lista utile ad elencare le ricevute di deposito in Cina, hanno anche mostrato entrate pari a Rmb34.4bn (5,4 miliardi di dollari) nel primo trimestre, rispetto ai  Rmb114.6bn di tutto il 2017. Le vendite di smartphone sono aumentate dell’88% per cento rispetto allo stesso trimestre di un anno fa, portando ricavi per 23,2 miliardi di Rmb.

La società non ha concesso numeri esatti relativi alle vendite di smartphone, ma la società di consulenza Counterpoint stima che le sue spedizioni siano raddoppiate nel primo trimestre, da 13,4 milioni nel primo trimestre del 2017 a 28,1 milioni nello stesso periodo di quest’anno. Di conseguenza, la quota di mercato globale di Xiaomi è raddoppiata, fino all’8%, secondo Counterpoint.

Tuttavia, la società fondata appena nel 2010, non ha ancora realizzato un profitto, avendo subito una perdita netta di 7 miliardi di Rmb nel primo trimestre. Nonostante la spinta del produttore cinese di smartphone a ridefinirsi come piattaforma tecnologica, con un ecosistema che offre musica, intrattenimento e spazi pubblicitari in maniera simile a Apple, Tencent e Alibaba in Cina, gli ultimi numeri di Xiaomi evidenziano la sua dipendenza dall’hardware.

Circa i due terzi delle entrate provenivano dagli smartphone e un’ulteriore fetta proveniva dall’internet delle cose (IoT) e dai prodotti lifestyle. I telefoni dell’azienda hanno prezzi di listino bassi per via del tetto massimo al 5% sui guadagni da ogni vendita, il che aiuta a corteggiare gli utenti in India, dove ora è il maggiore produttore in assoluto. Tuttavia, quando sarà un’azienda quotata in borsa, gli azionisti vorranno vedere non solo stime di crescita ma anche cospicui dividendi.

Lorenzo Spada

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