Xiaomi

Xiaomi è un’azienda più come Facebook e Google che come Apple, ecco perché

Il colosso cinese è solito tenere traccia di moltissimi dati degli utenti per affinare il targeting delle pubblicità

Lei Jun

Il CEO di Xiaomi lo sta ripetendo ormai da diversi mesi: il nuovo obiettivo principale di Xiaomi non è l’hardware (che comunque rimane il principale modo di far conoscere il brand) ma i servizi e il software. Questo è il mantra con cui sicuramente Xiaomi Corp. sta cercando di convincere gli investitori che un’azienda di hardware con margini sottili come il rasoio vale 100 miliardi di dollari.

Siamo stati i pionieri di un modello di business innovativo e sorprendente, corroborato dal coraggio e dalla fiducia“, ha detto il fondatore Lei Jun in una lettera aperta che accompagna il suo documento per la quotazione in borsa in cui ha ribadito l’impegno di limitare i margini dell’hardware in favore del guadagno tramite i servizi.

Se questa politica di guadagno potrebbe sembrare favorevole per gli utenti che intendono acquistare smartphone e wearable Xiaomi, non dobbiamo dimenticare che il valore dei dati che vengono raccolti su di noi ha un valore enorme. i fatto, per monetizzare i suoi servizi, Xiaomi raccoglierà un sacco di dati al fine di affinare il più possibile il targeting delle pubblicità. Da questo punto di vista, Xiaomi deve essere paragonata a Facebook e Google e non ad Apple.

Xiaomi ha fatto un buon lavoro di monetizzazione degli acquirenti di dispositivi oltre la transazione iniziale, triplicando le vendite dal segmento dei servizi negli ultimi due anni. Gli smartphone hanno rappresentato il 70% delle entrate lo scorso anno e il 46% dell’utile lordo. I servizi Internet, d’altra parte, rappresentavano l’8,6% dei ricavi, ma un eccezionale 39% del profitto lordo.

Quello che mi ha sorpreso di più è il modo in cui questo business è dipendente dalla pubblicità, che ha rappresentato il 57% delle entrate della categoria lo scorso anno. (I giochi online sono l’altro componente principale.).

L’analisi dei big data e il targeting delle pubblicità sono la chiave

Utilizziamo le nostre tecnologie proprietarie e le capacità di analisi dei big data per offrire servizi completi e innovativi ai nostri partner commerciali e utenti“. Queste le parole di Lei Jun a proposito del nuovo business di Xiaomi.

Ecco come funziona: Xiaomi vende uno smartphone a prezzo quasi di costo, compresa l’interfaccia mobile MIUI. Attraverso questa, Xiaomi monitora il vostro utilizzo e impara a cosa potreste essere interessato. Quindi inizia a suggerire app, alcune delle quali saranno sviluppate da Xiaomi stessa. Una volta installate, l’azienda ha quindi una piattaforma di pubblicazione degli annunci proprio davanti ai tuoi occhi.

Non si tratta di nulla di nuovo, visto che Google costantemente monitora ciò che viene fatto sugli smartphone Android. Il pericolo che si corre è il non accorgersi delle pratiche che le aziende fanno per raccogliere i dati. Fortunatamente in Europa sta per entrare in vigore il GDRP, il che ci lascia un’ampia via di fuga.

Lorenzo Spada

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