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Xiaomi saluta 2 dei co-fondatori proprio prima della quotazione in borsa

Xiaomi fondatori

Forse non tutti sanno che, oltre a Lei Jun che è diventato il CEO dell’azienda, Xiaomi è stata fondata da altre 7 persone, le quali rivestono un determinato ruolo all’interno della dirigenza. Stando però a una lettera interna scritta dallo stesso Lei Jun, 2 di essi hanno deciso di uscire fuori dall’azienda proprio prima della possibile quotazione in borsa.

La lettera ha rivelato che Zhou Guangping e Huang Jiangji si sono dimessi dalla loro posizione. Con essa si è anche annunciato che il direttore finanziario della compagnia, Chew Shou Zi, sarà nominato Senior Vice President. Jun ha scritto che i due co-fondatori hanno scelto un nuovo modo di vivere per ragioni personali e hanno deciso di abbandonare le loro funzioni in azienda.

Tuttavia, ci sono resoconti dei media che indicano che i due co-fondatori erano solo una parte figurativa della compagnia e che virtualmente le loro funzioni sono state a lungo accantonate.

Nella lettera, il CEO di Xiaomi ha ringraziato Zhou Guangping per aver gettato le basi importanti per lo sviluppo degli smartphone e ha salutato Huang Jiangji per aver aperto la strada a molti servizi e strategie di Xiaomi, tra cui cloud e IoT.

Avanti tutta con la quotazione in borsa

C’è stata molta speculazione sui tempi e le dimensioni dell’IPO della compagnia, con gli ultimi pronostici che hanno fissato il valore a 100 miliardi di dollari. Secondo le ultime notizie, Xiaomi sta considerando una doppia quotazione sia a Hong Kong che nella borsa della Cina.

Xiaomi è anche desiderosa di ridefinire se stessa come fornitore di servizi prima dell’IPO. La società ha promesso di impostare un tetto massimo sui profitti derivanti dal business dell’hardware al 5% al netto delle imposte a partire dal 2018.

Il piano sembra abbastanza ambizioso: Xiaomi non solo produce smartphone ma offre anche dozzine di prodotti che vanno dai monopattini elettrici alle pentole per riso, il tutto mediante il Mi Ecosystem. La società ha persino iniziato a vendere prodotti che normalmente non riguardano società tecnologiche come divani e spazzolini da denti. Il business non hardware include la ROM per smartphone MIUI, abbonamenti per l’intrattenimento e servizi finanziari.

Lorenzo Spada

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