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Xiaomi Redmi Note 5 Pro: bello da avere ma difficile da ottenere

xiaomi-redmi-note-5-proRedmi Note 5 Pro

Nonostante sia fra i maggiori successi del 2018 in ambito smartphone (sia a livello consumer che di modding), lo Xiaomi Redmi Note 5 Pro sta avendo vita difficile sul mercato, soprattutto in India. Il motivo? La produzione di massa non è ai livelli corretti.

Non prendete la dicitura “esaurito” come distintivo d’onore. È solo che la domanda degli utenti per i nostri prodotti supera di gran lunga le nostre aspettative“. Così il CEO di Xiaomi, Lei Jun, ha commentato la difficoltà che l’azienda sta riscontrando con lo Xiaomi Redmi Note 5 Pro. “Onestamente, comprare un prodotto Xiaomi in India oggi è più facile rispetto a qualche mese fa. Ma ovviamente la domanda per alcuni dei nostri bestseller è ancora più elevata rispetto alla nostra produzione“.

Gran parte di questa mancata corrispondenza tra domanda e offerta deriva in realtà dal modello di business di Xiaomi. Il marchio cinese tende a vendere prodotti venduti quasi al prezzo di costo, con un margine di profitto dell’1 o 2%. Ciò dovrebbe aiutare le vendite ma, in realtà, ogni giudizio erroneo può essere catastrofico per Xiaomi, secondo Lei Jun. “Tutti ci dicono perché non abbiamo una previsione più ampia dall’inizio, permettendoci di avere una vendita più semplice? Dato che abbiamo margini di profitto così bassi, un’aventuale calo della domanda non coprirebbe il costo di inventario aggiuntivo nel caso in cui non siamo in grado di venderlo. Possiamo sopportare circa il 10-12% del buffer, ma non di più”.

Insomma, Xiaomi necessita di avere la certezza della domanda prima di poter avviare la produzione di massa di ulteriori lotti di un determinato prodotto. Si tratta di una strategia che ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi ma che, a livello mondiale, è veramente poco utilizzata.

Staremo a vedere se Xiaomi sarà in grado di aumentare a tal punto la produzione di massa dello Xiaomi Redmi Note 5 Pro senza però sbilanciarsi troppo in là per far fronte a eventuali cali di domanda.

Lorenzo Spada

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