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Con il Mi VR Standalone, Xiaomi sta dando una grossa mano a Facebook nell’espandersi in Cina

Facebook è la mente, Xiaomi il braccio

Xiaomi Mi VR Standalone
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Xiaomi è diventato uno dei principali collaboratori di Facebook per quanto riguarda l’espansione della realtà virtuale attraverso la piattaforma Oculus GO in Cina.

Insieme alla realtà aumentata, la realtà virtuale viene considerata una delle rivoluzioni tecnologiche degli ultimi anni. Nella collaborazione tra Xiaomi e Facebook, il colosso cinese ha messo a disposizione le proprie fabbriche per la realizzazione materiale del visore (in USA ed Europa si chiama Oculus GO, in Cina si chiamerà Mi VR Standalone), mentre il colosso dei social si è occupato dello sviluppo software.

Il visore VR avrà uno schermo LCD con risoluzione 2K, una tecnologia audio spaziale brevettata da Oculus e consentirà agli utenti di vedere video e giochi a 360 gradi attraverso il Mi VR Store. A differenza di altri dispositivi VR, il Mi VR Standalone funziona senza essere collegato a un PC o a uno smartphone.

Xiaomi e Facebook hanno capito molto bene il potenziale della VR con visori per smartphone e visori stand alone. Non occorre infatti avere necessariamente un PC da gaming e un visore VR di fascia alta per godersi la realtà virtuale, il che rende il tutto molto più accessibile.

Nonostante l’annuncio della collaborazione sia avvenuto allo scorso CES 2018 di Las Vegas, è solo in queste settimane che sta entrando nel vivo. Pur non sapendo ancora il prezzo di vendita del Mi VR Standalone, in Europa l’Oculus GO avrà un prezzo di 199 euro, rendendolo praticamente alla portata di tutti.

La collaborazione è necessaria non solo per trarre beneficio di un marchio dominante in Cina ma anche per via di leggi relative alla censura e al salvataggio di dati in server appartenenti a società cinesi (Apple ha avuto lo stesso problema per iCloud).

Ricordiamo comunque che per Xiaomi non è la prima esperienza in fatto di realtà virtuale. Sul mercato è presente da tempo il visore Mi VR che necessita al suo interno di uno smartphone compatibile per funzionare.

Lorenzo Spada

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